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Perché i dirigenti scolastici non possono più tollerare le attuali condizioni lavorative

[04/03/2016] 

Come annunciato nel nostro comunicato del 19 febbraio, abbiamo di recente avviato una serrata interlocuzione politica per rendere consapevole l’Esecutivo che la situazione dei dirigenti scolastici è grave come non mai e che deve essere risolta al più presto.

L’eccezionale senso di responsabilità e l’autocontrollo manifestati finora dalla categoria meriterebbero ben altro trattamento che la scandalosa applicazione di tagli stipendiali, tanto più inaccettabili se si pensa al notevole superlavoro, al limite dello stress psico-fisico, richiesto dall’attuazione della legge 107/2015. Legge che, paradossalmente, ha riconosciuto l’esistenza di quel superlavoro al punto da postare specifiche risorse economiche per compensarlo. Risorse di cui si è persa ogni traccia!

I dirigenti scolastici hanno accettato la sfida del miglioramento del sistema di istruzione. Ma non è più possibile abusare del loro senso dello Stato per costringerli a sopportare l’insopportabile. Non si ricordano precedenti, in Italia, di categorie di dipendenti pubblici che, a fronte di maggior lavoro e maggiori responsabilità, abbiano subìto decurtazioni salariali.

Mentre si moltiplicano attacchi, anche caricaturali, alla funzione, d’altro canto l’Amministrazione sembra incapace di riconoscere che la categoria dei dirigenti costituisce una irrinunciabile leva strategica del cambiamento.

Si ricorda che ANP, tramite il Consiglio Nazionale riunitosi il 12 e 13 dicembre 2015, ha approvato le Linee guida per il rinnovo del CCNL di area V ed ha chiaramente ribadito la posizione e l’aspettativa dei suoi iscritti che, è bene sottolinearlo, ormai superano il 50% dei dirigenti in servizio.

La complessità dell’attività dirigenziale è giunta ad un livello tale da ritenere improcrastinabile, tra l’altro, la creazione di un middle management stabile, come da noi sempre auspicato, costituito dai docenti più motivati e preparati. Questo è uno strumento ormai assolutamente indispensabile per la nuova governance delle scuole e per far fronte all’enorme mole di lavoro. La Legge 107 ha posto le premesse per il suo riconoscimento giuridico, ma è necessario ora trovare le risorse da mettere a disposizione del dirigente per compensare il lavoro di collaborazione.

Chiediamo intanto al Governo di rendere subito disponibili le risorse economiche già previste dalla legge 107 per remunerare i maggiori impegni dei dirigenti.

Ci riserviamo di valutare gli elementi che dovessero emergere dall’attuale fase di interlocuzione politica, in occasione dell’imminente Consiglio Nazionale del 19 e 20 marzo e di assumere in quella sede tutte le decisioni opportune.

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