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e Alte Professionalità della Scuola

Trasparenza amministrativa e siti web delle scuole

[20/12/2013] 

 

Numerosi colleghi ci hanno segnalato che l’Amministrazione ha attivato, senza rendere alcuna informazione preventiva alle OO.SS. rappresentative dell’Area V, un corso on-line dal titolo "TRASPARENZA AMMINISTRATIVA: GLI OBBLIGHI NORMATIVI PER LE SCUOLE DOPO IL D.LGS. n. 33/2013” con modalità di comunicazione pressoché ultimative e i cui contenuti sono alquanto discutibili.

Al riguardo, va sottolineato che l’applicazione del d.lgs. 33/2013 comporta vari adempimenti da parte dei dirigenti scolastici. Tra essi, il più rilevante è senza dubbio l’inserimento, sul sito web dell’istituzione scolastica di appartenenza, della sezione denominata "amministrazione trasparente”.

Essa, in particolare, deve essere necessariamente organizzata secondo le indicazioni dell’allegato A del citato decreto legislativo. Tale prescrizione discende in modo inequivocabile dall’applicazione del principio della trasparenza che, originariamente introdotto dalla Legge 241/1990, è stato poi riformulato e notevolmente ampliato dall’art. 11 del d.lgs. 150/2009 (il c.d. "decreto Brunetta”).

In altri termini, i documenti la cui pubblicazione è obbligatoria devono essere presenti sul sito, fatti salvi i doveri di tutela della riservatezza previsti dall’ordinamento.

Tuttavia, è necessario rilevare, e portare all’attenzione dei colleghi, che non tutte le prescrizioni contenute nel d.lgs. 33/2013 sono suscettibili di diretta applicazione nelle scuole. In particolare, così come mesi addietro abbiamo contestato l’effettiva applicabilità di alcuni aspetti della Legge 190/2012 (c.d. "anticorruzione”), e tra essi la designazione del Responsabile della prevenzione della corruzione, ci appare oggi evidente l’analoga inapplicabilità delle norme che impongono di designare un Responsabile per la trasparenza e di adottare il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità.

Le argomentazioni a supporto di questa nostra posizione sono del tutto analoghe a quelle già esplicitate con la lettera che l’Anp inviò al MIUR in data 15 febbraio 2013.

In sintesi, le previsioni normative in questione sono pensate per strutture di livello ministeriale; basti pensare al fatto che i "responsabili” devono avere rango dirigenziale di prima fascia e devono vigilare sul corretto adempimento, da parte degli altri dirigenti, delle norme di riferimento. Appare, inoltre, indissolubile la stretta relazione sussistente tra il Piano triennale di prevenzione della corruzione, il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità ed il Piano triennale della performance nonché l’importante ruolo ricoperto in materia dall’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV). Nella scuola, per esplicita previsione di legge, tale organismo non può esistere e, d’altronde, lo stesso Piano della performance non ha ancora trovato attuazione. Un’attenta lettura della delibera CiVIT 50/2013 suffraga queste nostre interpretazioni.

Pertanto, fermo restando che l’obbligo di aggiungere nel sito web dell’istituzione scolastica la sezione "Amministrazione trasparente” e quello di pubblicare la prevista documentazione devono essere rispettati, e che essi rientrano nel profilo del dirigente in quanto legale rappresentante dell’istituzione, allo stesso non può essere fatto obbligo di designare un Responsabile per la trasparenza e di adottare il connesso Piano triennale con tutte le relative procedure.

Al fine di fornire ai colleghi un’adeguata tutela, il Presidente dell’Anp ha indirizzato oggi al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca una lettera in cui si rappresenta quanto sopra.

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