Leggiamo oggi 17 maggio, sull’edizione nazionale de La Stampa, un’intervista in cui Anna Maria Furlan, segretario generale CISL, si dichiara contraria al blocco degli scrutini (e meno male!), ma al tempo stesso opera un’apertura, perfino sorprendente nei termini utilizzati, sui maggiori poteri previsti per i dirigenti scolastici dal DdL Buona Scuola.

Benvenuta, cara Anna Maria, nel club dei sostenitori dei presidi. Sia pure in ritardo e contraddicendo le posizioni tenute fino ad ora, la CISL sembra finalmente accettare le tesi che Anp ha sempre sostenuto. E proprio perché le abbiamo sempre sostenute, noi non siamo contrariati che altri decidano di aderirvi. Purché non si perda di vista chi è sempre stato su quella linea e chi vi si è accostato sulla via di Damasco.

Per essere ancor più espliciti: dove era CISL quando da soli ed in tutte le sedi ci siamo battuti per l’inclusione dei dirigenti delle scuole nel ruolo unico della dirigenza pubblica? E perché ha perso un’occasione che era a portata di mano per rafforzare anche sul piano dell’inquadramento giuridico la posizione dei dirigenti delle scuole? Va bene essere in favore dei maggiori poteri: ma perché attribuirli ad un dirigente parzialmente indebolito dalla sua collocazione fuori dai ruoli tipicamente dirigenziali? E’ troppo chiedere che vi sia coerenza fra le dichiarazioni di principio ed i comportamenti di fatto?

E, per essere chiari fino in fondo: è chiaro alla CISL ed al suo segretario generale che i maggiori poteri ai presidi devono includere almeno tutto quel che è rimasto nel Disegno di Legge 2994 dopo il passaggio in Commissione, e cioè:

-facoltà assunzionale

-titolarità primaria della valutazione

-responsabilità per la premialità al merito?

Se tutto questo è vero, benvenuta CISL: ovviamente nell’attesa di comportamenti conseguenti su tutti gli altri dossier aperti nel cantiere delle riforme che riguardano le scuole ed i loro dirigenti.