La prevista audizione dell’Anp da parte delle VII Commissioni Unificate di Camera e Senato si è svolta alle ore 20,45 del giorno 8 aprile, anziché alle 13,45 (come inizialmente previsto) a seguito del protrarsi delle operazioni di voto in cui erano impegnati i parlamentari.
 
Il presidente, Giorgio Rembado, ha esposto la posizione Anp sugli aspetti principali del Disegno di Legge AC 2994, che intende tradurre in norma il progetto di riforma sulla Buona Scuola.
 
L’intervento parte dalla condivisione di alcuni punti del DdL – in particolare quelli relativi all’autonomia delle istituizioni scolastiche, ma anche, in parte, alle funzioni del dirigente – per poi prendere in esame gli aspetti sui quali l’Associazione nutre alcune perplessità o è francamente critica.
 
La più radicale riserva riguarda l’assenza di un coordinamento tra le norme del DdL AC 2994 (che si riferiscono al profilo ed alla funzione gestionale del dirigente scolastico – in particolare art. 21 comma 2 lettera f) e la contraddittoria esclusione dello stesso dal ruolo unico della dirigenza pubblica, attraverso il parallelo provvedimento all’attenzione del Senato (DdL  AS 1577, art. 10).
 
Sono state passate inoltre in rassegna alcune questioni di contesto, relative alle reazioni suscitate nei media dal DdL: reazioni che sono apparse a volte dettate da scarsa informazione sulla portata dei provvedimenti o da pregiudiziale ostilità verso ipotesi di cambiamento radicale dell’esistente.
 
Fra queste, non poteva passare sotto silenzio la nota intervista al Ministro Giannini comparsa su Repubblica.it, nella quale, non si sa con quale livello di convinzione, il titolare di viale Trastevere avrebbe affermato che la funzione di dirigente scolastico sarebbe a tempo, con una restituzione al ruolo di insegnante dopo alcuni anni.
 
Rembado, pur nel dubbio che il pensiero del Ministro non sia stato correttamente riportato, ha sottolineato come un’ipotesi del genere sia radicalmente incompatibile con tutto l’impianto della riforma, oltre che con evidenti questioni di efficacia del sistema, chiamato ad investire risorse importanti per reclutare e formare dirigenti e poi rinviarli in aula dopo qualche anno.
 
In conclusione, è stata ricordata alle Commissioni l’esigenza di dare una soluzione politica al caso che si è originato in Toscana in seguito agli esiti, tuttora parziali, della rinnovazione del concorso a dirigente scolastico.
 
Alleghiamo il testo integrale della memoria depositata al termine dell’audizione ed il collegamento ad una interrogazione parlamentare sul trattamento economico dei dirigenti, della quale avevamo dato a suo tempo notizia su questo sito.