COMUNICATO STAMPA F.P. CIDA

Ancora una volta, l’accetta invece del bisturi: da un governo di tecnici ci si aspettava di più.

La Federazione FP-CIDA ha condiviso la decisione di avviare una pratica di revisione della spesa pubblica (la cd spending review ), sia per razionalizzare strutture e procedure delle pp.aa., sia – nell’attuale situazione – per evitare un aumento dell’IVA che darebbe un’ulteriore spinta ad una recessione ancor più galoppante.

Tuttavia, il decreto legge varato stanotte, più che un piano di spending review francese od inglese, somiglia ad una manovra estiva dell’ultimo Tremonti: tagli orizzontali al pubblico impiego, alla sanità, agli Enti locali. L’unica parte sicuramente positiva è l’unificazione delle centrali d’acquisto, che pure presenta aspetti problematici.

Sui tagli agli organici dirigenziali, va detto che il 20% si aggiunge a tre interventi precedenti, per l’appunto di Tremonti. In pratica, nelle Amministrazioni ed Enti centrali, in poco più di due anni, i dirigenti generali si sono ridotti di un terzo e i dirigenti di seconda fascia si sono quasi dimezzati. Nelle sole istituzioni scolastiche il taglio ha già comportato la riduzione di più del 20% di dirigenti e Direttori SGA.

Soprattutto, ancora una volta, il taglio è uguale per tutti, per gli apparati pletorici e per quelli virtuosi. E’ vero che si prevede la possibilità di compensazioni: si taglia di più in un Ente per poter tagliare di meno in un altro. Ma questa possibilità rende incerta la quantificazione dei risparmi, per le forti differenze di retribuzioni tra le diverse amministrazioni, che si aggiungono alle diverse situazioni di organico: in alcuni casi si tagliano sedie vuote, e quindi solo eventuali risorse future, in altri retribuzioni correnti, che saranno sostituite da pensioni. Per questi motivi i risultati concreti appaiono assai dubbi.

In ogni caso, l’esperienza insegna che è assai difficile convincere un singolo Ente a subire tagli maggiori rispetto ad altri. Occorrerà individuare parametri obiettivi di valutazione, anche ricorrendo al benchmarking, sia interno a ciascun settore, sia con enti analoghi in ambito UE.

Il rischio evidente è che, su questo fronte, si incida pesantemente sul funzionamento di molte amministrazioni in cambio di risparmi incerti. Ancora una volta, l’accetta invece del bisturi: da un governo di tecnici ci si aspettava di più.