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A proposito delle dichiarazioni di incompatibilità

[16/02/2016] 

 

In questi giorni, molti dirigenti scolastici – praticamente tutti quelli in servizio – stanno ricevendo una sorta di “lettera di precetto”, che, senza che essi ne abbiano fatto minimamente richiesta, li nomina membri esterni dei comitati di valutazione di altre scuole (a volte, anche più di una). E, per colmo d’ironia, non poche di queste missive recano nelle premesse la rituale formula “acquisita la disponibilità dell’interessato”.

Ma non è questo il punto: se bisogna, per l’ennesima volta, farsi carico di un obbligo – che per la verità la legge non poneva in capo solo ai dirigenti scolastici – lo si farà. Ma al danno di un lavoro non retribuito, anzi da svolgere a spese proprie quando la sede assegnata è distante da quella di servizio, si aggiunge la beffa della richiesta di dichiarare l’assenza di motivi di incompatibilità rispetto a quella sede, ai sensi del comma 81 della legge 107.

Sappiamo che gli USR stanno applicando acriticamente una nota del novembre scorso, a firma del Capo Dipartimento per l’Istruzione. Ma quella nota è sbagliata, per più di un motivo:

- il comma 81 si riferisce alla “chiamata” dei docenti dagli ambiti territoriali, non alla nomina nel comitato di valutazione di un’altra scuola. E quindi la pretesa “norma” posta a fondamento della richiesta è priva di rilevanza giuridica;

- i comitati di valutazione non attribuiscono direttamente il bonus ai docenti, ma – per legge – fissano dei criteri, sulla cui base sarà poi il dirigente della scuola a scegliere. Dunque l’esterno, come tutti gli altri, non ha il potere di indirizzare il premio su una persona in particolare: e non può trovarsi in condizione di incompatibilità;

- il componente nominato dall’USR non ha sollecitato la nomina né indicato la sede: è stato mandato d’ufficio e contro la sua volontà. Perché deve dichiarare l’assenza di un ipotetico conflitto di interessi rispetto a qualcosa che non ha chiesto né voluto?

- se per assurdo si dovesse comunque ritenere che un tale conflitto di interessi sussista, esso sussiste per tutti i componenti del comitato e non solo per il dirigente esterno. Perché chiederla solo a lui/lei? Siamo veramente arrivati al punto che l’essere dirigente scolastico viene considerato equivalente all’essere una persona di dubbia moralità, cui bisogna chiedere speciali garanzie prima di conferire un incarico?

Il semplice fatto che nessuno abbia contestato a suo tempo una nota sbagliata del MIUR non è una ragione per persistere nell’errore. Non si può fare appello alla collaborazione ed alla sensibilità istituzionale di una intera professione nel momento stesso in cui le si manca di rispetto avanzando un sospetto pregiudiziale nei confronti di tutti e di ciascuno dei suoi componenti.

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