Il Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200 (cosiddetto “milleproroghe”) interviene ancora una volta sul sistema di istruzione con una serie di proroghe che, pur garantendo continuità su alcuni profili operativi, certificano però ritardi strutturali in ambiti cruciali per la governance delle istituzioni scolastiche.
Ad avviso dell’ANP, mancano alcune importanti misure sindacali:
- la proroga dell’innalzamento al 100% della percentuale prevista per la mobilità interregionale dei dirigenti scolastici. Ricordiamo che negli ultimi anni il nostro intervento è stato determinante per ottenere tale percentuale ai fini del ritorno presso la regione di provenienza dei tanti colleghi in servizio lontano da essa
- la previsione di risorse ad hoc che alimentino il FUN al fine di proseguire il costante cammino di armonizzazione retributiva portato avanti negli ultimi anni. Questa interruzione appare particolarmente inopportuna poiché giunge in concomitanza con la piena operatività del Sistema di valutazione dei dirigenti scolastici.
L’ANP, dunque, chiede che il legislatore introduca tali disposizioni che, nelle more della contrattazione nazionale 2022/2024, verrebbero concretamente incontro non solo alle esigenze dei colleghi fuori regione ma anche a tutta la categoria che ha diritto a una retribuzione pienamente coerente con il suo profilo contrattuale.
Con riferimento alle misure di interesse per la scuola contenute nell’articolo 6 del decreto Milleproroghe, esse si limitano sostanzialmente a spostare in avanti termini già differiti in passato. Diamo conto nel dettaglio di tali disposizioni:
- DIRIGENTI TECNICI. Il termine per concludere la procedura di reclutamento, già prorogato al 31 dicembre 2025, slitta al 31 dicembre 2026; parallelamente, gli incarichi temporanei di livello dirigenziale non generale presso il MIM vengono procrastinati fino alla stessa data
- PERSONALE ATA IN COMANDO. È di nuovo prevista per tutto l’anno scolastico 2026/2027 la possibilità, per il MIM, di avvalersi presso gli Uffici scolastici regionali di un contingente in comando di 250 collaboratori scolastici e 721 assistenti amministrativi e tecnici, con corrispondente accantonamento in organico ATA e senza possibilità di sostituzione
- DOCENTI IRC. Si estendono anche all’anno scolastico 2026/2027 le misure relative alle assunzioni dei docenti IRC, finalizzate ad assicurare stabilità nella copertura dei relativi posti
- RICONOSCIMENTO TITOLI ESTERI. È prorogata per il triennio 2026-2028 la convenzione con il Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche (CIMEA) inerente alle procedure per il riconoscimento in Italia di titoli di studio e abilitazioni conseguiti all’estero, con particolare attenzione ai titoli utili per l’insegnamento
- ITS ACADEMY E FILIERA TECNICO-PROFESSIONALE. Fino all’anno 2026 il cofinanziamento regionale dei piani triennali (previsto per almeno il 30%) mantiene natura non obbligatoria, per evitare blocchi nei percorsi e nelle filiere integrate scuola-formazione-impresa.
Le predette disposizioni pregiudicano il funzionamento ordinario delle istituzioni scolastiche, prorogando un regime di emergenza. Riteniamo invece che sia urgente garantire programmazione, stabilità e rispetto dell’autonomia scolastica affinché le istituzioni scolastiche possano garantire all’utenza un servizio efficace e di qualità.
In particolare, la conferma del comando di 971 unità di personale ATA presso gli USR rappresenta una grave criticità per le istituzioni scolastiche. Questi posti risultano dunque sottratti agli organici senza possibilità di sostituzione, proprio mentre le scuole affrontano un carico di adempimenti molto oneroso: rendicontazioni dei progetti del PNRR, digitalizzazione dei processi, procedure amministrative più complesse. Si fa presente, peraltro, che l’organico ATA risulta oltremodo ridotto per effetto delle recenti disposizioni contenute nella legge di bilancio 2026.
Sul fronte degli ITS Academy e della filiera tecnico-professionale, la proroga della non obbligatorietà del cofinanziamento regionale depotenzia gravemente un sistema che dovrebbe invece contare su impegni certi e risorse stabili. Le scuole secondarie coinvolte nelle filiere formative hanno bisogno di programmazione pluriennale, non di proroghe annuali che impediscono una vera pianificazione strategica.
Chiediamo, pertanto, al decisore politico di intervenire in fase di conversione valutando l’introduzione di opportune modifiche e integrazioni.

